Lettera di Fabrizio al suo compagno per 15 anni
Voglio fare un saluto. E’ un addio, al mio cane che non c’è più. DUC, un maschio di Pastore Belga Malinois. Chi non ha un cane difficilmente può capire. E’ un rapporto speciale, come può essere solo quello con chi dà tutto senza chiedere nulla. Chi ti aspetta e ti dimostra la sua gioia nel vederti tornare e se sei stanco o scontroso non fa nulla; come metti il naso in giardino è lì, pronto a farti nuovamente le feste col salsicciotto in bocca. Con chi ti segue e ti sta vicino anche quando fai le piccole cose, dall’aggiustare un motorino a fare una passeggiata. Come si fa a far capire quale rapporto si instaura con un cane dopo anni di convivenza? Parlarne sembra banale, eppure banale non è. DUC che alla tenera età di 60 giorni e solo dopo due giorni che stava in casa difendeva il suo nuovo territorio lanciandosi contro il mio vicino di casa che aveva superato la soglia dell’ingresso di un metro mordendolo al petto con i suoi denti di latte… e nessuno gliel’aveva insegnato. Lui che una volta salito nel mio furgone non permetteva a nessun estraneo di infilare nemmeno una mano dentro… era una presenza, costante, discreta, rassicurante per tutta la famiglia. Non si è mai lamentato neppure nelle ultime ore di vita, era stanco, svogliato come se sapesse che era giunta la sua ora. C’erano dei momenti in cui non si reggeva in piedi. Eppure ogni volta che lo chiamavo si avvicinava comunque. Mi ascoltava poco, ma quel tanto che bastava per dire: “Ho capito, ti ascolto ma sono stremato”. E non era un riflesso, perché quando parlava il veterinario non faceva lo stesso. Gli animali non hanno un’anima, si dice. Non lo so. Ma sono sicuro che un cuore ce l’hanno. E quello di DUC era un gran cuore. ADDIO CAMPIONE!
Foto prelevate dall'album di Fabrizio
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Ultima esibizione di Duc nella "guardia all'oggetto" il 12 ottobre 2008
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